PPE, 50 anni tra identità e rilancio: da Roma il richiamo ai valori europei
Roma ha ospitato nel fine settimana le celebrazioni per i cinquant’anni del Partito Popolare Europeo, in un evento che ha riunito esponenti di primo piano della famiglia popolare europea e italiana, offrendo un momento di riflessione sul percorso storico del PPE e sul ruolo che questa tradizione politica continua a svolgere nel quadro europeo.
Nel corso degli interventi è emerso con forza il richiamo alle radici culturali e politiche del popolarismo europeo, con numerosi riferimenti ai Padri fondatori e alla tradizione cristiano-democratica. Un filo conduttore che ha attraversato l’iniziativa, sottolineando il ruolo del PPE come uno dei principali protagonisti della costruzione europea e come custode di valori quali libertà, giustizia, solidarietà ed economia sociale di mercato.
Tra i passaggi più significativi, particolare attenzione ha suscitato l’intervento di Paolo Alli, Presidente di Alternativa Popolare, che ha impostato il proprio discorso su un forte richiamo all’identità storica e ai valori fondativi del progetto europeo.
Alli ha ripercorso le radici del popolarismo, richiamando la figura di Alcide De Gasperi e il ruolo del Partito Popolare Italiano fondato da Don Luigi Sturzo. Nel suo intervento ha ricordato le parole pronunciate da De Gasperi il 30 giugno 1925 — “Aspettate l’ora della giustizia, non disperate della libertà” — collegando quel messaggio alla missione storica del Partito Popolare Europeo come custode di giustizia e libertà.
Il riferimento a De Gasperi è stato centrale anche nel passaggio sull’idea di Europa. Alli ha richiamato la frase del 1950 secondo cui “L’unione dell’Europa è basata su una realtà esistente, non è una nuova creazione. L’Europa è”, inserendo così il progetto europeo dentro una continuità storica, culturale e politica che precede le istituzioni comunitarie e ne costituisce il fondamento.
Nel suo intervento, Alli ha ribadito il valore del modello europeo, descritto come uno spazio in cui libertà e solidarietà convivono e in cui “l’economia sociale di mercato non è una formula vuota”, ma parte integrante dello stile di vita europeo. In questo quadro, ha respinto le narrazioni che descrivono l’Europa come irrilevante, sostenendo al contrario che proprio i tentativi di combatterla e indebolirla dimostrano la forza storica, culturale, sociale ed economica che essa rappresenta.
Un altro passaggio rilevante ha riguardato il ruolo del PPE, nato cinquant’anni fa dall’intuizione di Wilfried Martens, come famiglia politica chiamata a custodire e valorizzare questo patrimonio. Alli ha sottolineato la necessità di un fronte solido contro ogni deriva nazionalista o populista, di sinistra e di destra, insieme all’impegno per migliorare il funzionamento delle istituzioni comunitarie al servizio dei cittadini europei.
Non è mancato il riferimento all’esperienza di Alternativa Popolare, che Alli ha rivendicato come parte della famiglia del PPE fin dalla sua fondazione. Ha ricordato la partecipazione del partito a congressi, assemblee politiche e gruppi di lavoro, richiamando anche l’adesione alla campagna “Generators of life” a favore del popolo ucraino, con la donazione di 108 generatori di corrente, consegnati al sindaco di Kiev.
Alli ha poi richiamato il dato politico nazionale, sottolineando come Alternativa Popolare, pur essendo un soggetto di dimensioni modeste, abbia raccolto 100.000 voti alle elezioni europee del 2024 ed è stata presente in tutte le circoscrizioni. Da qui l’appello a mettere a fattor comune consensi, struttura territoriale e rete degli italiani all’estero per rafforzare il PPE in Italia, in un contesto che lo stesso Alli ha definito frammentato e inserito in un centrodestra italiano “fortemente asimmetrico” rispetto a quello europeo e “molto spostato a destra”.
Nel complesso, l’evento romano ha restituito l’immagine di una famiglia politica fortemente ancorata ai propri valori fondativi, ma chiamata a proseguire nel proprio ruolo politico e culturale senza perdere il legame con le radici che ne hanno determinato la nascita e lo sviluppo.
Il messaggio emerso dall’intervento di Alli si colloca dunque lungo una linea di continuità tra memoria e responsabilità politica: il PPE come erede del pensiero di Alcide De Gasperi, Konrad Adenauer e Robert Schuman, ma anche come forza chiamata a contribuire ancora oggi alla costruzione di quella che De Gasperi definì “la nostra Patria Europa”.
